SARDEGNA
L'Europa taglia i fondi alla Biennale di Venezia per il ritorno della Russia
La Commissione europea ha mantenuto la promessa di bloccare i finanziamenti se Mosca partecipasse. Per l'Italia, è una lezione sulla geopolitica dell'arte e sulla sovranità culturale.
Gavino Sanna809 wordsEdition №53mercoledì 22 luglio 2026 — Edizione № 53
Il New York Times ha riferito martedì che la Commissione europea ha mantenuto la minaccia di ritirare i finanziamenti dalla Biennale di Venezia dopo che gli organizzatori hanno deciso di ammettere nuovamente la Russia come partecipante. Le autorità europee avevano avvertito per mesi che avrebbero sospeso il sostegno se Mosca fosse tornata alla mostra. La decisione rappresenta uno scontro tra l'autonomia culturale italiana e le pressioni geopolitiche dell'Unione europea.
La Biennale di Venezia è uno dei più prestigiosi eventi d'arte contemporanea al mondo, attirando decine di migliaia di visitatori e generando attenzione mediatica globale. È anche un'istituzione italiana di lunga data, fondata nel 1895, e storicamente protetta dallo Stato italiano. Ma negli ultimi anni, il suo finanziamento è diventato sempre più europeo, con contributi significativi dalla Commissione europea e da fondi comunitari.
Questa dipendenza finanziaria dall'Ue ha trasformato la Biennale in un terreno di battaglia geopolitico. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, e in particolare dopo l'escalation del 2024, molti paesi europei hanno chiesto l'esclusione della Russia da forum culturali internazionali. La Biennale di Venezia, come altre istituzioni culturali europee, si è trovata sotto pressione.
