CULTURA
Venezia: l'arte affronta la storia ebraica della città
Alla Biennale 2026, un'installazione di Kamyshan evoca la memoria delle comunità saccheggiate
Eleonora Vanzetti1,189 wordsEdition №46mercoledì 15 luglio 2026 — Edizione № 46
Un'installazione d'arte alla 61ª Mostra Internazionale di Venezia affronta la storia ebraica della città. Secondo il Jerusalem Post, l'opera di Anna Kamyshan, artista e architetto, si intitola Nabatele e occupa uno spazio significativo nel padiglione centrale della Biennale.
L'installazione evoca visivamente le sinagoghe e l'architettura dello shtetl, il villaggio ebraico dell'Europa orientale. Kamyshan ha costruito questa memoria architettonica come modo di interrogare la presenza ebraica a Venezia e il suo legame con la persecuzione fascista e nazista.
La scelta di affrontare questo tema alla Biennale, la più importante manifestazione d'arte contemporanea italiana, avviene in un momento in cui l'Italia sta avanzando una legislazione storica per restituire arte e proprietà culturale saccheggiate durante l'Olocausto e l'era fascista.
