ESTERO
Il Vaticano scomunica la SSPX, primo banco di prova per il nuovo pontefice
Lo scisma tradizionalista rappresenta una crisi dottrinale. Seguaci sfidano le ordinazioni illegittime.
Adriana Sole741 wordsEdition №37lunedì 6 luglio 2026 — Edizione № 37
Il Vaticano ha scomunicato sei vescovi della Società di San Pio X (SSPX), un gruppo cattolico ultraconservatore che ha consacrato clero senza l'autorizzazione papale. Secondo Deutsche Welle, l'autorità vaticana ha imposto severe misure disciplinari, avvertendo che qualsiasi credente laico che formalmente aderisce alla fraternità subirebbe la stessa sorte. Lo scisma rappresenta una crisi dottrinale affrontata dal nuovo pontefice.
La Società di San Pio X nega principi chiave della Chiesa cattolica moderna, in particolare le riforme del Concilio Vaticano II. France 24 ha riportato che il gruppo dissidente rifiuta l'insegnamento papale contemporaneo su questioni fondamentali di fede e liturgia. La crisi è emersa quando i vescovi tradizionalisti hanno ordinato nuovi vescovi senza il permesso del Vaticano, un atto che viola direttamente l'autorità papale.
The Guardian ha sottolineato che questo rappresenta un test significativo della leadership del nuovo pontefice. Il pontefice deve affrontare la disciplina interna della Chiesa. The New York Times ha riportato che molti dei seguaci dei sacerdoti scomunicati hanno rifiutato di rinnegarli, indicando che lo scisma è profondo e non facilmente risolvibile.
