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SICILIA

Il Vaticano scomunica i vescovi ribelli della SSPX

Il Vaticano ordina l'espulsione dalla Chiesa di sei vescovi ultraconservatori della Società di San Pio X e avverte i fedeli che aderiscono formalmente al gruppo

Concetta Vassallo492 wordsEdition37lunedì 6 luglio 2026 — Edizione № 37

Il Vaticano ha scomunicato sei vescovi della Società ultraconservatore di San Pio X, avvertendo che qualsiasi credente laico che «formalmente aderisce» alla fraternità subirebbe la stessa sorte. Secondo le fonti, la mossa rappresenta un'escalation nella crisi causata dal gruppo che ha ordinato vescovi senza il consenso papale.

La Società di San Pio X, fondato nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, ha sempre rifiutato le riforme del Concilio Vaticano II, in particolare la messa in lingua volgare e l'apertura ecumenica della Chiesa.

Secondo il New York Times, molti dei seguaci dei sacerdoti scomunicati hanno rifiutato di rinnegarli, creando una frattura che non si limita al clero ma coinvolge comunità intere di cattolici tradizionalisti. La scomunica è una misura estrema, raramente utilizzata nella storia recente della Chiesa.

La crisi della SSPX non è nuova. Le autorità vaticane hanno imposto severe misure disciplinari dopo che il gruppo ha consacrato vescovi senza il consenso papale. Questa azione rappresenta una sfida diretta all'autorità della Chiesa.

Secondo il New York Times, lo scisma causato dalla SSPX rappresenta una crisi significativa per la Chiesa cattolica. Il pontefice si trova a dover affrontare una fazione che rifiuta l'autorità centrale.

La questione della tradizione versus modernità attraversa la Chiesa da decenni. La SSPX rappresenta coloro che vedono il Concilio Vaticano II come un tradimento dei principi cattolici fondamentali. Per loro, la messa in latino, il rito tridentino, e l'isolamento della Chiesa dalle correnti mondane sono elementi non negoziabili della fede.

Secondo France 24, il Vaticano ha avvertito che qualsiasi fedele che «formalmente aderisce» alla SSPX subirebbe la stessa sorte dei vescovi. Questa formulazione è importante: non vieta semplicemente di frequentare le chiese della SSPX, ma di aderirvi formalmente.

Le reazioni all'interno della comunità cattolica sono state miste. Il New York Times ha riferito che molti seguaci hanno rifiutato di rinnegarsi, suggerendo che la scomunica potrebbe non risolvere la crisi, ma approfondirla. Esistono comunità di cattolici tradizionalisti in Europa e nel mondo che vedono la SSPX come un'alternativa alla Chiesa ufficiale.

Cosa accadrà adesso rimane incerto. La SSPX potrebbe scegliere di operare ancora più apertamente al di fuori della Chiesa, creando di fatto uno scisma parallelo. O potrebbe iniziare un processo di riconciliazione, anche se le probabilità sembrano basse dato il rifiuto dei fedeli di rinnegarsi.

Per il Vaticano, la scomunica è un atto di restaurazione dell'autorità centrale. Per la SSPX e i suoi seguaci, rappresenta una rottura profonda. La realtà rimane una Chiesa cattolica più frammentata.

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