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MARCHE

L'UE agisce contro l'Italia per i ritardi sui permessi unici di lavoro

Bruxelles avvia azioni legali contro 17 stati. Per le Marche, la carenza di procedure crea frizioni nei distretti manifatturieri

Elena Marcheggiani843 wordsEdition50domenica 19 luglio 2026 — Edizione № 50

La Commissione europea questa settimana ha avviato azioni legali contro 17 stati membri, tra cui l'Italia, per l'applicazione della nuova direttiva sul permesso unico, secondo quanto riportato da The Local Italy. La procedura combinata concede ai cittadini di paesi terzi sia un permesso di lavoro che di residenza in un'unica domanda, semplificando la burocrazia e riducendo i tempi di elaborazione.

L'Italia ha mancato il termine di recepimento della direttiva, esponendo il paese a una procedura di infrazione che potrebbe culminare in sanzioni. Secondo le norme UE, gli stati membri devono trasformare le direttive europee in legge nazionale entro una scadenza prefissata. Il ritardo italiano riflette un problema più ampio: la capacità amministrativa insufficiente per gestire i flussi migratori e le procedure di autorizzazione al lavoro.

Per le Marche, il ritardo crea una situazione di incertezza che colpisce direttamente i distretti manifatturieri. Le fabbriche di scarpe, i laboratori di mobili e le aziende meccaniche impiegano manodopera straniera, sia stabile che stagionale. Senza una procedura semplificata e prevedibile per il rilascio dei permessi di lavoro, le imprese affrontano rischi legali e costi amministrativi più alti.

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