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LIGURIA

La Russia chiude lo Stretto di Kerch: il grano ucraino cerca nuove rotte verso Trieste

Dopo 136 attacchi con droni in dieci giorni, Mosca interrompe la navigazione. Gli armatori evitano i porti, e le rotte alternative attraverso il Mediterraneo riacquistano valore strategico

Marina Doria794 wordsEdition47giovedì 16 luglio 2026 — Edizione № 47

La Russia ha temporaneamente interrotto la navigazione attraverso il Canale Don-Azov e ha chiuso lo Stretto di Kerch dopo che le forze di droni dell'Ucraina hanno colpito 13 navi russe nel Mare di Azov venerdì, tra cui 10 petroliere, secondo quanto riportato da Reuters e da Euromaidan Press. Le guardie di frontiera russe non hanno fornito una data per la riapertura dello stretto, sollevando incertezze sui flussi commerciali nel Mar Nero.

Il bilancio degli attacchi ucraini ha raggiunto 136 navi in dieci giorni, secondo Seatrade Maritime. La campagna mira a provocare una crisi di carburante alle truppe russe, ma ha un effetto collaterale significativo: gli armatori evitano i porti ucraini del Mar Nero a causa dell'alto rischio, secondo ASAP Agri. Molti stanno cancellando i contratti di trasporto.

Per i porti del nord Adriatico come Trieste, la chiusura russa rappresenta un'opportunità strategica. Il grano ucraino, esportato tradizionalmente attraverso il Mar Nero e lo Stretto di Kerch, deve ora trovare rotte alternative. Il corridoio umanitario attraverso il Mar Nero rimane in funzione, ma il blocco russo delle vie commerciali dirette spinge verso rotte più lunghe attraverso il Mediterraneo e il Canale di Suez, o verso gli scali adriatici.

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