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ABRUZZO

Il terremoto peruviano riporta l'Abruzzo alla memoria del 2009

Magnitudo 5,5 nelle Ande: sei morti e 300 sfollati. Nella regione tornano i ricordi della ricostruzione dopo il sisma che devastò L'Aquila

Marco Di Sante1,006 wordsEdition53mercoledì 22 luglio 2026 — Edizione № 53

Un terremoto di magnitudo 5,5 ha scosso la regione andina del Perù sabato sera, uccidendo almeno sei persone, ferendo più di trenta e sfollando circa trecento, secondo quanto riportato domenica dalle autorità. L'US Geological Survey ha localizzato l'epicentro due chilometri a ovest-sudovest della città di Sicaya, nella provincia di Huancayo, alle 21:24 ora locale. Le case sono crollate, una chiesa è stata distrutta, e i soccorritori continuano a cercare persone disperse tra le macerie.

La stampa internazionale ha documentato il disastro con le immagini dei residenti che camminano tra le rovine delle loro abitazioni. Il terremoto ha colpito una regione già fragile, dove le infrastrutture erano già esposte al rischio sismico. Reuters, l'Associated Press e il Guardian hanno tutti riportato il bilancio dei morti in aumento nelle ore successive al sisma, mentre le autorità locali valutavano l'estensione della catastrofe.

Per l'Abruzzo, la notizia dal Perù risuona con una risonanza particolare. Diciassette anni fa, il 6 aprile 2009, un terremoto di magnitudo 6,3 ha devastato L'Aquila e il territorio circostante, uccidendo 309 persone e lasciando ferite profonde che ancora oggi marcano la regione. Il sisma peruviano, sebbene di entità inferiore, ripropone le stesse domande sulla vulnerabilità dei territori montani e sulla preparazione ai disastri naturali.

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