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TOSCANA

La guerra delle spiagge libere raggiunge la Toscana

Mentre i campioni della costa libera sfidano il monopolio privato nazionale, la Toscana si divide tra tradizione balneare e profitto

Costanza Bardi1,247 wordsEdition51lunedì 20 luglio 2026 — Edizione № 51

Quasi tutti gli 8.000 chilometri di costa italiana sono gestiti a scopo di lucro, secondo il Guardian. Ora i sostenitori delle spiagge libere stanno combattendo contro il monopolio privato, la mafia e coloro che traggono profitto da lettini e cocktail. La Toscana, con i suoi 560 chilometri di litorale, è al centro di questa tensione.

La costa toscana rappresenta uno dei principali motori economici della regione: il turismo balneare genera miliardi di euro annui attraverso stabilimenti balneari, resort e strutture ricettive. Eppure, secondo i dati della stampa internazionale, la privatizzazione crescente del demanio marittimo ha ridotto l'accesso pubblico a frazioni sempre più esigue della costa.

I comuni toscani, da Massa a Piombino, stanno affrontando una pressione crescente dai movimenti che reclamano spiagge libere. Alcuni sindaci hanno iniziato a riservare porzioni di costa all'uso pubblico gratuito, una mossa che ha provocato resistenze dagli operatori balneari tradizionali.

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