CAMPANIA
La guerra delle spiagge libere arriva al Sud: Campania in prima linea
Il Guardian racconta la battaglia nazionale per i lidi pubblici. A Napoli, il conflitto tra monopoli privati e diritto di accesso divide la comunità.
Rosaria Esposito657 wordsEdition №52martedì 21 luglio 2026 — Edizione № 52
Secondo il Guardian, quasi tutti i tratti sabbiosi dei 8.000 km di costa italiana sono gestiti a scopo di lucro. I sostenitori delle 'spiagge libere' stanno combattendo contro la mafia, l'esercito e coloro che traggono profitto da lettini e cocktail. La battaglia, che il giornale britannico descrive come una guerra vera e propria, ha acceso proteste in tutto il paese.
In Campania, dove la costa è una risorsa cruciale per il turismo e la vita quotidiana, il conflitto tra accesso pubblico e gestione privata è particolarmente acuto. La regione ha 540 chilometri di costa, ma gran parte è controllata da operatori privati che pagano concessioni allo Stato per il diritto di affittare ombrelloni e lettini.
Napoli e la provincia hanno visto crescere le proteste contro questo modello. I cittadini accusano i concessionari di aver trasformato le spiagge da beni pubblici a servizi di lusso, escludendo chi non può permettersi le tariffe. Il Guardian ha notato che la mafia ha una mano anche in questo: alcuni lidi sono controllati da organizzazioni criminali che usano le concessioni per riciclare denaro.
