SICILIA
Sicilia in fiamme, la Mafia torna nelle cronache del fuoco
Mentre la regione combatte gli incendi record, la stampa internazionale riaccende il dibattito sul ruolo della criminalità organizzata negli roghi dolosi
Concetta Vassallo720 wordsEdition №55venerdì 24 luglio 2026 — Edizione № 55
La Sicilia arde sotto temperature record, e mentre i vigili del fuoco combattono decine di roghi simultanei, la stampa internazionale ha riacceso una questione che la regione non ha mai completamente risolto: il ruolo della criminalità organizzata negli incendi dolosi. NBC News ha pubblicato un'inchiesta video intitolata «Mentre la Sicilia combatte gli incendi, la sua storia di Mafia che accende le fiamme viene alla luce», riportando al centro del dibattito mondiale una pratica che, per decenni, ha segnato il paesaggio e la politica siciliana.
Gli incendi attuali hanno costretto migliaia di evacuazioni e causato la morte di almeno un vigile del fuoco mercoledì, secondo i resoconti di NBC News. Le fiamme si sono diffuse rapidamente in condizioni di caldo estremo e siccità, alimentate da venti forti e da temperature che hanno stabilito nuovi record regionali. Ma la copertura internazionale non si limita a descrivere il disastro climatico: sottolinea come la Sicilia porti con sé una eredità criminale che ancora oggi complica la lettura di quale fuoco sia naturale e quale sia appiccato.
La connessione tra incendi e Mafia non è nuova. Storicamente, la criminalità organizzata siciliana ha utilizzato il fuoco come strumento di controllo territoriale, estorsione e intimidazione dei proprietari terrieri. Negli anni Novanta e Duemila, inchieste giornalistiche e processi hanno documentato come boss mafiosi ordinassero incendi per acquisire terreni a prezzo di saldo o per punire chi non pagava il pizzo. Anche se la capacità operativa della Mafia è diminuita rispetto a decenni passati, l'eredità di quella pratica rimane impressa nella memoria collettiva e nella cautela con cui i siciliani interpretano ogni rogo.
