VENETO
Il Veneto a secco, l'irrigazione sull'orlo del collasso
Le riserve idriche si esauriscono nel nord Italia. L'agricoltura veneta teme il razionamento mentre il Piave e l'Adige si prosciugano.
Tommaso Veronese825 wordsEdition №43domenica 12 luglio 2026 — Edizione № 43
Le riserve idriche del nord Italia si stanno esaurendo rapidamente, con l'agricoltura sotto minaccia mentre il principale fiume della regione si prosciuga, hanno avvertito i funzionari locali venerdì, secondo The Local Italy. Nel Veneto, il fenomeno assume proporzioni allarmanti: le dighe e i canali che alimentano l'irrigazione delle pianure padane — il cuore della produzione agroalimentare della regione — registrano livelli mai visti da decenni.
La siccità prolungata di quest'estate mette a rischio centinaia di migliaia di ettari coltivati a mais, riso, barbabietola e foraggi. Il Consorzio di bonifica della Pianura Veneta e il Consorzio della Destra Adige, che gestiscono il 70 per cento dell'irrigazione regionale, hanno già iniziato a razionare l'acqua. Gli agricoltori veneti, già colpiti dal crollo dei prezzi del vino e dalle tensioni commerciali globali, si trovano ora di fronte a una duplice pressione: meno acqua, costi di pompaggio in aumento.
Il quadro è complicato dal fatto che il Veneto non dispone di grandi bacini artificiali come altre regioni italiane. La regione dipende dal deflusso naturale dei fiumi alpini e dalla falda freatica, entrambi gravemente compromessi. Secondo gli esperti citati da The Local Italy, il fenomeno riflette una crisi climatica più ampia: le Alpi perdono il loro ruolo di serbatoio naturale d'acqua dolce per l'Europa meridionale.
