VENETO
I fiumi del Veneto seccano mentre l'Europa brucia: l'estate del collasso idrico
Dalla Lombardia al Veneto, i corsi d'acqua settentrionale sono in stato critico. Le risaie si trasformano in deserti, e le previsioni non promettono tregua.
Tommaso Veronese1,654 wordsEdition №37lunedì 6 luglio 2026 — Edizione № 37
L'estate 2026 si sta rivelando una delle peggiori mai registrate in Europa per ondate di caldo e siccità. Secondo The Local Italy, diversi corsi d'acqua nell'Italia settentrionale sono in 'stato critico' a causa della siccità, con le previsioni meteorologiche che non promettono sollievo nei prossimi giorni. L'Autorità di bacino del Po (ADBPO) ha lanciato l'allarme venerdì scorso, evidenziando una situazione che ricorda gli episodi anomali del 2003, quando l'Europa subì una delle ondate di caldo più devastanti del secolo.
La situazione è particolarmente grave nelle risaie della Lombardia, il cuore del granaio europeo. The Local Italy ha riferito che l'estate è arrivata troppo presto nella regione risicola più importante d'Europa, e le erbacce stanno invadendo le risaie aride. Nella provincia di Pavia, le coltivazioni stanno soccombendo al caldo e alla mancanza d'acqua, con implicazioni che si estendono ben oltre i confini regionali.
Per il Veneto, questa crisi rappresenta una minaccia doppia. La regione dipende dai fiumi che scendono dalle Alpi — il Piave, il Tagliamento, l'Adige — per l'irrigazione agricola e per il funzionamento dei suoi complessi sistemi idroelettrici e industriali. Quando questi fiumi entrano in 'stato critico', come ha dichiarato l'ADBPO, le conseguenze si propagano rapidamente attraverso l'intera economia regionale.
