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ABRUZZO

L'Italia scala la sanità digitale, ma le montagne restano indietro

Il Ministero della Salute diffonde le migliori pratiche nazionali di cartelle cliniche elettroniche. Negli Appennini abruzzesi, gli ospedali rurali faticano a stare al passo.

Marco Di Sante732 wordsEdition41venerdì 10 luglio 2026 — Edizione № 41

Il dottor Achille Iachino del Ministero della Salute italiano ha descritto questa settimana come il paese intende scalare le iniziative di sanità digitale a livello nazionale, sfruttando i risultati di una valutazione di maturità digitale EMRAM per identificare e diffondere le migliori pratiche in tutto il sistema sanitario. Secondo MobiHealthNews, la strategia mira a standardizzare l'adozione delle cartelle cliniche elettroniche e dei sistemi informativi ospedalieri in strutture di varie dimensioni e risorse.

La mossa rappresenta un passo significativo verso l'integrazione digitale del Servizio Sanitario Nazionale, un obiettivo che il governo ha posto al centro della ripresa post-pandemica. Tuttavia, la realtà negli ospedali dell'interno appenninico abruzzese racconta una storia diversa. Le strutture sanitarie delle zone montane — come quelle di L'Aquila e dei comuni circostanti — continuano a operare con infrastrutture tecnologiche frammentate e spesso obsolete.

Gli ospedali rurali dell'Abruzzo affrontano sfide strutturali che vanno oltre la mera adozione di software: carenza di personale IT specializzato, connettività internet irregolare nelle aree più remote, e budget limitati per l'aggiornamento dei sistemi. Queste barriere rischiano di approfondire il divario tra i centri urbani del Nord e le comunità montane del Centro Italia.

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