ECONOMIA
PSA scommette su Padova, Trieste guarda dalla sponda opposta
La joint venture per il terminal intermodale padovano ridisegna la logistica del Nordest. Ma il porto friulano resta fuori dall'espansione asiatica
Sergio Madrussan1,029 wordsEdition №36domenica 5 luglio 2026 — Edizione № 36
PSA, il principale operatore portuale globale con sede a Singapore, ha firmato un accordo con Logtainer e Interporto Padova per sviluppare un nuovo terminal intermodale nel capoluogo veneto. Secondo Seatrade Maritime News, la nuova società, denominata PSA Padova, guiderà la gestione e lo sviluppo del terminal. L'accordo rappresenta l'espansione di PSA nella logistica intermodale italiana, un segmento cruciale per il trasporto di merci dall'Asia verso il Centro Europa.
La joint venture si inserisce in una strategia più ampia di PSA di rafforzare la sua presenza nei corridoi logistici europei. Padova, situata a circa 40 chilometri da Venezia e con collegamenti ferroviari diretti verso il Centro Europa, rappresenta un punto strategico per la distribuzione di merci verso i mercati austriaci, tedeschi e svizzeri. Il terminal intermodale consentirebbe ai container di passare dal trasporto marittimo a quello ferroviario e stradale senza dover transitare per i porti costieri.
Per il Friuli-Venezia Giulia e il porto di Trieste, l'espansione di PSA a Padova rappresenta una sfida diretta. Trieste, che ha storicamente dominato il traffico containeristico verso il Centro Europa, si trova ora a competere con una struttura intermodale sviluppata da uno dei principali operatori globali e situata a monte, nel cuore della Pianura Padana. La mossa di PSA riflette una tendenza più ampia nel settore della logistica: la crescente importanza dei terminal intermodali rispetto ai porti costieri tradizionali.
