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LIGURIA

Attacchi ai porti russi: cosa significa per Genova

Mentre l'Ucraina colpisce le infrastrutture energetiche di San Pietroburgo, i flussi di energia e le rotte commerciali si riassestano. Il porto ligure osserva i nuovi equilibri

Marina Doria1,247 wordsEdition41venerdì 10 luglio 2026 — Edizione № 41

San Pietroburgo e la regione di Leningrado hanno subito nella notte fra sabato e domenica un ampio attacco con droni ucraini che ha colpito il porto locale e le infrastrutture petrolifere, secondo Reuters e NBC News. L'attacco rientra in una strategia ucraina volta a interrompere i flussi energetici russi e le capacità logistiche del nemico.

Per il porto di Genova, primo scalo italiano e snodo cruciale della rotta mediterranea, il significato è duplice. Da una parte, la contrazione dei traffici russi che transitavano per i terminal liguri prosegue da oltre un anno. Dall'altra, il riordino globale delle rotte petrolifere e dei carichi energetici — con il conseguente aumento della domanda su porti europei alternativi — modifica gli equilibri commerciali su cui Genova ha costruito la sua crescita post-pandemia.

Negli ultimi mesi, i terminal di Genova hanno registrato cali nei volumi di petrolio in transito verso l'Europa centrale, mentre aumentano i carichi diretti verso l'Africa e l'Asia, secondo i dati di traffico portuale. La pressione sulle infrastrutture russe accelera una tendenza già in corso: il redistribuzione dei flussi energetici globali lontano da Mosca e verso fornitori alternativi.

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