NAZIONALE
L'acqua salata avanza nel Delta del Po, i campi del Veneto rischiano
Il caldo estremo riduce la portata fluviale e spinge l'intrusione marina fino a 18 chilometri nell'entroterra. Le zone umide protette e l'agricoltura sono sotto minaccia.
Tommaso Veronese810 wordsEdition №34venerdì 3 luglio 2026 — Edizione № 34
Il flusso del fiume Po è crollato a livelli critici negli ultimi giorni a causa dell'ondata di caldo che ha colpito l'Europa. Secondo quanto riportato da Devdiscourse, l'intrusione di acqua salata ha raggiunto fino a 18 chilometri nell'entroterra, ben oltre i confini storici del delta. Il fenomeno minaccia direttamente l'agricoltura della pianura veneta e le zone umide protette, ecosistemi di importanza internazionale.
Il calo della portata fluviale in meno di due settimane è stato descritto come significativo dalla stampa internazionale. Quando il Po scorre con poca forza, l'acqua marina dell'Adriatico risale naturalmente il corso del fiume, salificando i terreni agricoli e le falde acquifere da cui dipendono milioni di ettari di coltivazioni. Il Veneto, come regione che comprende parte del delta, subisce in prima linea questo effetto collaterale del cambiamento climatico.
L'evento si inserisce in un quadro più ampio di stress idrico che ha caratterizzato l'estate italiana. Le temperature estreme hanno ridotto il deflusso di tutti i fiumi italiani, ma il Po — il corso d'acqua più lungo della penisola e il principale fornitore di acqua dolce all'Adriatico settentrionale — è particolarmente esposto a questa dinamica.
