FRIULI-VENEZIA GIULIA
Pirateria nel Golfo di Aden: Trieste cerca rotte sicure oltre Suez
Gli attacchi nello Yemen minacciano il ritorno della navigazione nel Mar Rosso. Il porto friulano valuta alternative mentre l'Europa ripensa i corridoi marittimi
Sergio Madrussan1,162 wordsEdition №49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49
La pirateria è tornata nel Golfo di Aden con intensità crescente, minacciando il ritorno della navigazione commerciale nel Mar Rosso e nelle acque circostanti. Secondo Seatrade Maritime News, attacchi a navi di grosse dimensioni hanno ripreso negli ultimi giorni, con incidenti che coinvolgono carichi di valore significativo. L'escalation della violenza nello Yemen e il controllo di porzioni critiche delle acque da parte di gruppi armati hanno reso il transito attraverso il Canale di Suez e il Golfo di Aden una prospettiva sempre più rischiosa per i gestori di navi e le società di logistica.
Per il porto di Trieste, uno dei principali hub di transito europei verso l'Asia e il Medio Oriente, la crisi della navigazione nel Mar Rosso rappresenta una sfida logistica e commerciale di primo ordine. Seatrade Maritime News ha riferito che gli armatori stanno riconsiderando le rotte tradizionali e valutando percorsi alternativi, tra cui il passaggio attorno al Capo di Buona Speranza, che aggiunge settimane di navigazione e costi significativi al trasporto merci.
Trieste, situato nel nordest dell'Italia al confine con la Slovenia, gestisce circa 600.000 container all'anno e alimenta i corridoi di trasporto verso l'Europa centrale, i Balcani e l'Asia. La disruption delle rotte tradizionali attraverso Suez ha implicazioni dirette sulla competitività del porto e sulla catena di approvvigionamento europei. Gli armatori che in precedenza utilizzavano Trieste come punto di transito verso l'Oriente ora devono valutare se i rischi nel Mar Rosso e i costi delle rotte alternative giustifichino il mantenimento di questa rotta.
