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LIGURIA

La pirateria nel Mar Rosso spinge il traffico verso le rotte alternative

Gli attacchi nello Yemen minacciano il ritorno alla navigazione. Trieste e i porti del Nord cercano di capitalizzare sui deviamenti dal Suez

Marina Doria838 wordsEdition49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49

La pirateria è tornata nel Golfo di Aden con rinnovata intensità, minacciando il ritorno della navigazione nel Mar Rosso dopo mesi di relativa stabilità. Secondo Seatrade Maritime, un'imbarcazione da 11.000 tonnellate è stata attaccata, segnalando che le minacce di sicurezza rimangono acute nonostante gli sforzi internazionali di pattugliamento. L'escalation dello Yemen e l'instabilità regionale continuano a spingere le compagnie di navigazione a cercare rotte alternative.

Per i porti italiani del Nord, in particolare Trieste e Genova, questa dinamica rappresenta un'opportunità. Le navi che evitano il Canale di Suez devono circumnavigare l'Africa, allungando i tempi di transito ma riducendo i rischi di cattura o attacco. Molte rotte alternative convergono verso il Mediterraneo settentrionale, dove i porti italiani fungono da gateway verso l'Europa centrale e orientale.

Trieste, il principale porto italiano per il traffico con l'Asia centrale attraverso le rotte terrestri verso l'Europa dell'Est, potrebbe beneficiare in modo particolare da questa ridistribuzione. Un aumento del traffico marittimo attraverso il porto friulano significherebbe maggiori movimenti di container, maggiore occupazione nei servizi logistici e maggiori entrate portuali.

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