SARDEGNA
Il divieto dei panini divide le spiagge italiane. La Sardegna guarda con preoccupazione.
Mentre beach club privati vietano i pranzi al sacco, il conflitto tra turismo di lusso e diritto di accesso raggiunge le coste sarde. Una battaglia sulla spiaggia pubblica.
Gavino Sanna902 wordsEdition №46mercoledì 15 luglio 2026 — Edizione № 46
Un episodio apparentemente banale — una bambina che mangia un panino fatto in casa a un beach club privato sulla costa del Lazio — ha acceso un dibattito più ampio sui diritti di accesso alle spiagge italiane e sul modello economico del turismo costiero. Secondo The Guardian, il divieto di pranzi al sacco presso i resort privati sta infuriando i clienti e sollevando domande sulla privatizzazione dello spazio pubblico.
Il caso riguarda Il Tirreno, un beach club privato a Montalto di Castro nel Lazio, dove una giovane ospite è stata scoperta a mangiare un panino portato da casa. Il divieto non è una pratica isolata: numerosi beach club costieri italiani hanno implementato politiche simili, costringendo i visitatori a consumare cibo acquistato nei locali stessi, spesso a prezzi significativamente più alti.
Per la Sardegna, questo conflitto rappresenta una questione potenzialmente esplosiva. La regione ha una lunga tradizione di accesso pubblico alle spiagge, ma negli ultimi due decenni la privatizzazione costiera è cresciuta rapidamente, specialmente nella Costa Smeralda e in altre zone di lusso. Il modello di beach club esclusivi è già ben radicato nelle acque più ricche della regione.
