TRENTINO-ALTO ADIGE
Il lievito di Ötzi ritorna alle Alpi: gli scienziati cuociono il pane con i 5.300 anni della mummia
Una scoperta al Museo Archeologico di Bolzano: il lievito trovato negli intestini dell'Uomo del Ghiaccio diventa pane a fermentazione naturale. La storia alpina riscritta in laboratorio
Klara Hofer886 wordsEdition №36domenica 5 luglio 2026 — Edizione № 36
Gli scienziati hanno estratto il lievito dai resti intestinali di Ötzi l'Uomo del Ghiaccio, la mummia congelata scoperta nel 1991 nel ghiacciaio della Valle dello Schnal in Alto Adige e ora esposta al Museo Archeologico di Bolzano, e lo hanno coltivato per creare un pane a fermentazione naturale. Secondo Phys.org e The Jerusalem Post, il lievito è rimasto vitale negli intestini della mummia per più di 5.300 anni, preservato dal freddo estremo delle Alpi.
Ötzi morì più di cinquemila anni fa, prima che fossero costruite le piramidi egiziane, colpito da una freccia alla schiena mentre attraversava le Alpi al confine tra Austria e Italia. Il suo corpo, congelato immediatamente dopo la morte, è diventato una capsula temporale biologica che ha permesso ai ricercatori moderni di accedere a dettagli intimi della vita alpina preistorica.
La scoperta rappresenta un collegamento tangibile tra il passato remoto della regione e il presente. Il lievito di Ötzi non è solo un reperto archeologico, ma un organismo vivente che ha prosperato nel corpo di un uomo che camminava attraverso le Alpi quando il clima e l'ambiente erano profondamente diversi da oggi. La sua coltivazione e il pane che ne è risultato incarnano la continuità biologica e culturale della regione montagna.
