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CULTURA

Tarkovsky in Italia: il capolavoro del 1983 ritorna sugli schermi

Il Guardian riscopre il cine-poema del regista russo ambientato nella penisola, un'opera sulla alienazione che parla ancora oggi

Eleonora Vanzetti1,247 wordsEdition54giovedì 23 luglio 2026 — Edizione № 54

Il Guardian ha pubblicato una recensione del capolavoro del 1983 di Andrei Tarkovsky, Nostalgia, descrivendolo come un «misterioso cine-poema immaginista sulla alienazione e l'appartenenza». L'opera, ambientata in Italia, segue uno studioso in crisi esistenziale mentre ricerca la vita di un compositore, e il suo titolo esprime una nostalgia che va oltre la semplice perdita di un tempo o di un luogo.

Il film rappresenta uno dei momenti più significativi del cinema europeo degli anni Ottanta, quando la penisola italiana serviva ancora come scenario privilegiato per le meditazioni filosofiche del cinema d'autore. La riscoperta internazionale della pellicola arriva in un momento in cui il cinema letterario e contemplativo torna a interessare i festival e le programmazioni specializzate europee.

Per la cultura italiana, il riconoscimento estero del ruolo dell'Italia come paesaggio narrativo nel cinema d'autore internazionale rimane un tema ricorrente nella copertura mondiale. Le location italiane continuano a rappresentare, nella percezione straniera, uno spazio di ricerca estetica e filosofica.

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