CALABRIA
Albania, le celle nascoste: eurodeputato accusa il governo
Una delegazione dell'UE nega l'accesso al centro offshore. Sei tentati suicidi. La Calabria guarda da vicino.
Saverio Gallo640 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32

Il Guardian riferisce che Cristina Guarda, eurodeputata italiana, ha accusato il governo di volere «nascondere la verità» sul centro di detenzione migranti in Albania. La delegazione della commissione parlamentare è stata negata l'accesso alle celle della struttura offshore, secondo il rapporto del quotidiano britannico. Nel centro, sei persone hanno tentato il suicidio.
L'accusa arriva mentre l'Italia continua a spingere il modello albanese come soluzione alla migrazione nel Mediterraneo centrale. Il governo sostiene che il trasferimento dei richiedenti asilo verso strutture fuori dal territorio italiano ridurrà gli arrivi irregolari e alleggerirà la pressione sui porti meridionali.
Per la Calabria, il centro albanese rappresenta una scelta politica cruciale. Gioia Tauro e gli altri porti regionali rimangono punti di sbarco principali nonostante gli sforzi di esternalizzazione. Le condizioni nei centri di detenzione — sia in Italia che all'estero — riflettono direttamente sulla gestione della migrazione nel Mediterraneo.
