BASILICATA
Matera, il patrimonio e la coscienza: quando il Papa parla di frontiere
La visita papale a Lampedusa il 4 luglio ha riacceso il dibattito europeo sulla migrazione, mentre Matera — capitale della cultura e porta del Sud — rimane sospesa tra turismo e realtà
Pietro Lasorsa1,086 wordsEdition №38martedì 7 luglio 2026 — Edizione № 38
Il 4 luglio, mentre gli Stati Uniti celebravano il 250º anniversario della loro fondazione, Papa Leone XIV era a Lampedusa. Secondo France 24 e BBC, il pontefice ha visitato un cimitero sull'isola italiana per onorare le decine di migliaia di persone morte nel tentativo di raggiungere l'Europa. Il discorso papale è stato una critica implicita alle retoriche anti-immigrazione provenienti da fazioni politiche americane e dell'Unione europea.
Per la Basilicata, quella visita risuona in modo particolare. Matera, capoluogo della regione, è stata trasformata negli ultimi tre decenni da simbolo di povertà e abbandono — il 'scandalo nazionale' che Pier Paolo Pasolini documentò nel 1959 — in capitale internazionale di cultura e turismo. La metamorfosi è reale: le grotte scavate nella roccia sono diventate alberghi di lusso, le strade antiche set cinematografici, il patrimonio UNESCO una leva economica.
Ma quella trasformazione racconta una storia più complessa di quella che il turismo internazionale celebra. Matera è stata anche una regione di emigrazione massiccia, di abbandono dello Stato, di lotta per la dignità. La visita del Papa a Lampedusa — un'isola dove i migranti muoiono mentre cercano quella stessa dignità — riporta alla memoria la storia di Matera, che è una storia di persone in movimento, di frontiere, di speranza e sofferenza.
