MARCHE
L'incendio di Jinjiang espone i rischi della filiera calzaturiera marchigiana
Almeno 28 morti in fabbrica cinese riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulla dipendenza dai fornitori asiatici nel distretto di Fermo
Elena Marcheggiani867 wordsEdition №46mercoledì 15 luglio 2026 — Edizione № 46
Un incendio ha devastato una fabbrica di scarpe nella città di Jinjiang, nella provincia di Fujian nel sud-est della Cina, uccidendo almeno 28 persone secondo l'agenzia di stampa statale Xinhua. Filmati drammatici hanno mostrato fiamme e colonne di fumo nero che si alzavano dall'edificio, con personale intrappolato sul tetto. Il proprietario della fabbrica è stato fermato dalle autorità cinesi.
Jinjiang, spesso definita la 'capitale mondiale delle scarpe' della Cina, è un polo manifatturiero cruciale per la produzione di calzature atletiche e di moda. Secondo i media internazionali, la tragedia mette in luce i persistenti rischi per la sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche cinesi e solleva questioni sulla vulnerabilità delle filiere globali.
Per il distretto calzaturiero marchigiano — concentrato intorno a Fermo e San Benedetto del Tronto — la notizia riacutizza un dilemma già noto alla stampa estera: la dipendenza dalle subfornitura cinese per componenti e semilavorati, nonostante il marchio 'Made in Italy' rimanga legato alla Marche.
