CULTURA
L'IA sfida l'arte alla Biennale: Herndon e Dryhurst ridisegnano la creatività
Due artisti americani preparano un'installazione con intelligenza artificiale per Venezia. La Biennale diventa laboratorio del dibattito tra tecnologia e creazione umana.
Eleonora Vanzetti1,356 wordsEdition №35sabato 4 luglio 2026 — Edizione № 35
A metà marzo, gli artisti americani Holly Herndon e Mat Dryhurst stavano preparando un'installazione per la Biennale di Venezia, il prestigioso festival artistico internazionale, quando l'esecuzione è diventata complicata. Secondo un articolo di The Atlantic pubblicato a fine giugno, i due volevano sospendere dal soffitto sculture di un paesaggio urbano psichedelico capovolto, ma la complessità tecnica e concettuale li ha costretti a ripensare l'approccio.
Herndon e Dryhurst credono, secondo The Atlantic, che il futuro dell'arte non debba appartenere alla mediocrità. Questa convinzione li ha spinti a incorporare l'intelligenza artificiale nel loro progetto, trasformando l'installazione in una riflessione sulla capacità della tecnologia di elevare o degradare la pratica artistica contemporanea.
La loro presenza alla Biennale di Venezia, uno dei più importanti eventi d'arte contemporanea al mondo, segnala che il dibattito sull'IA e la creatività non è più confinato ai laboratori tecnologici o ai circoli accademici, ma è diventato centrale nel discorso artistico globale.
