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SARDEGNA

Incendi e fuga dal mare: quando il turismo sardo incontra l'emergenza climatica

La Guardia Costiera evacua centinaia di persone dalla Puglia. In Sardegna, il modello di soccorso marittimo e le vulnerabilità di un'economia turistica esposta ai rischi del clima

Filing from Cagliari and the interior821 wordsEdition59martedì 28 luglio 2026 — Edizione № 59

La Guardia Costiera italiana ha organizzato domenica 26 luglio l'evacuazione di più di 700 persone, tra turisti e bagnanti, dopo che un incendio si è avvicinato a una città costiera della Puglia. Secondo quanto riportato da Maritime Executive, più di 400 turisti sono stati evacuati via mare, l'unica rotta praticabile quando le fiamme tagliano le strade terrestri. La scena si ripete ormai con frequenza crescente lungo le coste del Mediterraneo italiano, mentre il caldo estremo alimenta incendi di proporzioni sempre maggiori.

Per la Sardegna, che vive di turismo costiero come poche altre regioni italiane, il fatto assume un significato particolare. L'isola attrae ogni anno centinaia di migliaia di visitatori europei proprio per le sue spiagge, le calette smeraldine e le coste selvagge. Ma quella stessa geografia che affascina i turisti — le insenature difficili da raggiungere se non via mare, l'isolamento relativo dei centri balneari — è la stessa che rende le evacuazioni d'emergenza complesse e costose.

The Guardian ha notato in un editoriale del 27 luglio che le politiche climatiche vengono deprioritizzate proprio nel momento in cui il ritmo del riscaldamento globale accelera. In Sardegna, dove il turismo rappresenta una quota rilevante del PIL regionale e dell'occupazione, questa discrasia tra urgenza climatica e azione politica si traduce in una vulnerabilità economica concreta.

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Incendi e fuga dal mare: quando il turismo sardo incontra l'emergenza climatica — La Veduta