VALLE D'AOSTA
I fiumi del Nord in stato critico, le Alpi perdono acqua
La siccità avanza sui corsi d'acqua italiani mentre le previsioni meteorologiche restano avverse. In Valle d'Aosta, il rischio tocca le fonti energetiche e il turismo
Camille Bréan808 wordsEdition №35sabato 4 luglio 2026 — Edizione № 35

L'Autorità di bacino del Po ha dichiarato venerdì che i fiumi dell'Italia settentrionale versano in condizioni critiche a causa della siccità prolungata, con previsioni meteorologiche che non lasciano spazio all'ottimismo nei prossimi giorni. La situazione colpisce direttamente il sistema idrico della Valle d'Aosta, dove i corsi d'acqua alimentati dai ghiacciai alpini costituiscono la spina dorsale dell'economia regionale.
La siccità rappresenta una minaccia doppia per la regione: da un lato compromette la produzione di energia idroelettrica, che rappresenta una risorsa cruciale sia per l'autosufficienza energetica locale che per le esportazioni verso il resto d'Italia e verso la Francia; dall'altro accelera il ritiro dei ghiacciai, alterando il regime dei flussi stagionali su cui la Valle d'Aosta ha costruito infrastrutture e pianificazione del territorio.
Le previsioni meteorologiche avverse significano che il deflusso estivo, già ridotto, non avrà respiro nei giorni a venire. Per una regione di montagna dove l'acqua è insieme risorsa energetica, patrimonio naturalistico e attrazione turistica, lo stato critico dei fiumi rappresenta un campanello d'allarme su scala regionale.
