NAZIONALE
Eni, profitti quintuplicati: il petrolio della Basilicata al centro del dibattito
Il gigante energetico italiano ha registrato un utile netto di 2,4 miliardi di euro nel secondo trimestre, trainato dal rialzo del greggio. Per la Basilicata, che ospita il più grande giacimento onshore del Paese, il bilancio tra royalties e transizione si fa più teso.
Pietro Lasorsa625 wordsEdition №61giovedì 30 luglio 2026 — Edizione № 61

I profitti di Eni sono quintuplicati nel secondo trimestre del 2026, ha riferito The Local Italy mercoledì, diventando l'ultima grande compagnia energetica a beneficiare dell'impennata dei prezzi del petrolio durante il conflitto in Medio Oriente. L'utile netto del gruppo è salito a circa 2,4 miliardi di euro, rispetto ai 482 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.
La performance finanziaria arriva in un momento in cui il governo italiano, guidato dal Primo Ministro Giorgia Meloni, sta spingendo per nuove licenze di esplorazione e produzione di idrocarburi nel tentativo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale.
Per la Basilicata, che ospita il giacimento di Val d'Agri — il più grande campo petrolifero onshore dell'Europa occidentale, gestito da Eni — i conti del gruppo riaccendono un dibattito che dura da oltre un decennio: quanto vale davvero il petrolio sotto i calanchi e i boschi dell'Appennino lucano?
