EMILIA-ROMAGNA
L'acqua salata invade il Delta del Po mentre il caldo prosciuga i fiumi
L'intrusione marina minaccia i raccolti dell'Emilia-Romagna. Il flusso del Po è crollato in due settimane.
Giulia Benati695 wordsEdition №34venerdì 3 luglio 2026 — Edizione № 34
L'ondata di calore che ha attraversato l'Europa a fine giugno ha trasformato il Delta del Po in una zona di crisi idrica senza precedenti. Secondo Devdiscourse, il flusso del fiume è crollato drammaticamente in meno di due settimane, lasciando che l'acqua salata dell'Adriatico penetrasse fino a 18 chilometri nell'entroterra. L'intrusione marina minaccia direttamente l'agricoltura della pianura padana e le zone umide protette che caratterizzano il paesaggio del delta.
La riduzione della portata d'acqua dolce è il risultato diretto delle temperature estreme che hanno colpito il nord Italia. Secondo il Guardian, le temperature hanno superato i 40 gradi Celsius in tutta la regione, accelerando l'evaporazione dai fiumi e dai bacini idrici. Il Po, arteria vitale dell'economia agricola emiliana, non ha potuto mantenere la pressione idraulica necessaria a respingere l'avanzata del cuneo salino.
Per gli agricoltori della bassa Emilia-Romagna, l'intrusione salina rappresenta una minaccia concreta ai campi di riso, mais e barbabietola che occupano decine di migliaia di ettari nel Delta. L'acqua salata compromette i sistemi di irrigazione e rende il suolo incolto per settimane, con perdite economiche che si misurano in milioni di euro.
