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ESTERI

Bruxelles avvia azione legale contro l'Italia e altri 16 stati sui permessi di lavoro

La Commissione europea accusa Roma di non applicare la direttiva sul permesso unico per i cittadini di paesi terzi

Davide Ruspoli849 wordsEdition51lunedì 20 luglio 2026 — Edizione № 51

La Commissione europea questa settimana ha avviato un'azione legale contro 17 stati membri, tra cui l'Italia, per la mancata applicazione della direttiva sul permesso unico, una procedura amministrativa che dovrebbe semplificare il rilascio di autorizzazioni di lavoro e residenza ai cittadini di paesi terzi. Secondo quanto riportato da The Local Italy, la nuova normativa prevede un sistema unificato che consente ai migranti di ottenere sia il permesso di lavoro che quello di residenza in un'unica procedura, anziché presentare domande separate.

Per l'Italia, il ritardo nell'implementazione della direttiva rappresenta un ulteriore elemento di tensione con Bruxelles in materia di migrazione e lavoro. Mentre Roma ha storicamente adottato posizioni restrittive sull'immigrazione, questa azione legale della Commissione riguarda un aspetto più tecnico: la semplificazione amministrativa per chi è già autorizzato a lavorare nel paese.

La procedura d'infrazione segue un modello consolidato: la Commissione dà prima un avvertimento formale, poi avvia l'azione legale, e infine, se necessario, può deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea. L'Italia ha tempo per conformarsi prima che le conseguenze si aggravino.

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