CALABRIA
La Calabria e il ritorno che non c'è: il pasticcio della cittadinanza blocca la diaspora
Centinaia di migliaia di discendenti di emigranti calabresi rimangono intrappolati dopo che Roma ha irrigidito le regole. La Corte UE rinvia, ma il danno è fatto
Saverio Gallo1,389 wordsEdition №56sabato 25 luglio 2026 — Edizione № 56
The Local Italy riporta che centinaia di migliaia di persone bloccate dal rivendicare la cittadinanza per discendenza sono state esortate a presentare nuove rivendicazioni immediatamente dopo che l'Italia ha rinviato le restrizioni alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Prima che Roma irrigidisse le sue regole sulla cittadinanza, i candidati prenotavano voli e firmavano contratti di affitto sulla base di una campagna governativa che li esortava a connettersi con le loro radici. Ora, quella promessa si è trasformata in una delusione amara.
La Calabria, regione storicamente caratterizzata dall'emigrazione massiccia, è al centro di questa crisi. Centinaia di migliaia di calabresi hanno lasciato la regione nel corso del ventesimo secolo, cercando opportunità economiche in America del Nord, Argentina, Australia, Francia e Svizzera. Le loro discendenze — figli, nipoti, pronipoti — hanno mantenuto un legame emotivo e culturale con la terra d'origine, spesso sognando di tornare.
La Calabria, con un'economia fragile e un tasso di emigrazione giovanile ancora elevato, aveva visto nel ritorno della diaspora una possibile fonte di ricchezza e di rinnovamento demografico. I discendenti di emigranti calabresi, molti dei quali benestanti, potevano rappresentare investitori, imprenditori, e un antidoto al declino demografico della regione. Ma il caos burocratico sulla cittadinanza ha trasformato questa opportunità in una frustrazione internazionale.
