NAZIONALE
Bologna in piazza: i rider scioperano contro il caldo senza protezioni
L'ondata di calore spinge i fattorini a chiedere diritti aggiuntivi. La città diventa epicentro della lotta per la sicurezza del lavoro all'aperto.
Giulia Benati916 wordsEdition №49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49

I rider di Bologna, insieme ai colleghi di Milano e Firenze, hanno scioperato per protestare contro le condizioni di lavoro durante l'ondata di calore. Secondo la BBC, la mobilitazione mira a ottenere protezioni per la salute e salari aggiuntivi. La decisione di scendere in piazza durante le temperature più elevate dell'estate sottolinea l'urgenza della situazione: i fattorini delle consegne rimangono esposti al sole, senza pause obbligatorie né compensi per le condizioni estreme.
Bologna, città con una tradizione cooperativista e di welfare civico, si trova ora al centro di una contraddizione moderna. Mentre la pianura emiliana soffre di temperature record e il Po soffoca di alghe, i lavoratori della gig economy — la forma più precaria di occupazione — rimangono senza protezioni. La piattaforma che li impiega non offre copertura sanitaria né accesso a servizi di primo soccorso.
La protesta arriva mentre Greenpeace Italia e il sindacato CGIL hanno sciolto statue di ghiaccio fuori dal Colosseo a Roma il 15 luglio per denunciare l'impatto delle ondate di calore sui lavoratori all'aperto. Bologna non ha bisogno di simboli: ha i suoi rider che consegnano cibo e pacchi sotto il sole a 35-37 gradi.
