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BASILICATA

Mentre il Nord dismette i giacimenti, il Sud si interroga sul futuro

Le operazioni nel Mare del Nord rivelono il dilemma italiano: estrarre ancora o abbandonare? La Basilicata conosce il prezzo di entrambe le scelte.

Pietro Lasorsa797 wordsEdition51lunedì 20 luglio 2026 — Edizione № 51

La società DeepOcean ha completato i lavori di dismissione sottomarina presso i campi Seven Seas e Grove West di Spirit Energy nel Mare del Nord meridionale britannico, secondo quanto riferito da World Oil il 14 luglio. L'operazione ha incluso il recupero di strutture di protezione dei pozzi e la disconnessione delle infrastrutture sottomarine: un'immagine della fine programmata di un'era estrattiva.

Nel Regno Unito, intanto, il nuovo primo ministro Andy Burnham si prepara ad annunciare nuove licenze petrolifere e di gas nello stesso Mare del Nord, un segnale che la transizione energetica europea rimane contraddittoria e frammentata. La BBC e il Guardian hanno riferito che Burnham rischia lo scontro con i deputati laburisti per questa decisione, dal momento che il manifesto del partito si era impegnato a onorare le licenze esistenti ma non a emettere nuove concessioni.

Per la Basilicata, che ospita il più grande giacimento onshore italiano e vive da decenni sulla rendita petrolifera, questa contraddizione europea rappresenta una domanda senza risposta facile: cosa fare quando il resto del continente inizia a spegnere i rubinetti?

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