FRIULI-VENEZIA GIULIA
Centro migranti in Albania: eurodeputata accusa il governo di occultare i dati
La delegazione parlamentare nega l'accesso alle celle della struttura offshore. Nel Friuli, il dibattito su rotte e detenzione rimane centrale
Sergio Madrussan747 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32

La delegazione del Parlamento europeo è stata negata l'accesso alle celle della struttura di detenzione offshore italiana in Albania, secondo quanto affermato da Cristina Guarda, eurodeputata italiana, al Guardian. La deputata sostiene che il governo intende nascondere la verità sui trattamenti e sulle condizioni di detenzione nella struttura, dove sei persone hanno tentato il suicidio.
La struttura in Albania rappresenta un esperimento della politica italiana di esternalizzazione delle procedure di asilo, un modello che ha attirato l'attenzione critica della stampa internazionale. Il Guardian ha riportato che l'accesso negato alle celle suggerisce un'opacità nelle operazioni che contraddice gli impegni dichiarati di trasparenza.
Per il Friuli-Venezia Giulia, la questione del centro in Albania è strettamente legata alle rotte migratorie regionali. Trieste rimane il principale punto di ingresso per i migranti che attraversano i Balcani verso l'Europa occidentale, e le politiche di detenzione offshore riflettono direttamente sulle pressioni che la regione affronta.
