VENETO
Acqua contesa: le Eolie scelgono tra dissalazione e navi cisterna
Senza fonti naturali, l'arcipelago affronta il dilemma tra infrastrutture permanenti e logistica marittima mentre il turismo cresce
Tommaso Veronese649 wordsEdition №45martedì 14 luglio 2026 — Edizione № 45
Le Isole Eolie italiane si trovano di fronte a una scelta che rivela come il turismo di massa e la scarsità climatica trasformino l'infrastruttura costiera. Secondo The Local Italy, i residenti dell'arcipelago stanno valutando se costruire nuovi impianti di dissalazione che servirebbero sia la popolazione locale sia i visitatori, oppure continuare a trasportare l'acqua via nave.
L'assenza di fonti d'acqua dolce naturale rende le Eolie dipendenti da soluzioni artificiali. La dissalazione comporterebbe investimenti significativi e consumi energetici; il trasporto marittimo mantiene la flessibilità ma rappresenta un costo ricorrente e una vulnerabilità logistica in caso di maltempo.
La tensione riflette un conflitto più ampio nel Veneto e nel Mediterraneo: come bilanciare la preservazione ambientale con la redditività turistica quando le risorse primarie iniziano a scarseggiare. L'arcipelago attrae decine di migliaia di visitatori ogni anno, amplificando la domanda idrica in mesi già critici.
